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Vermut
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Il mwdqvermutcite-ref-1[1]cite-ref-2[2], o mwfgvermuttecite-ref-dop-3-0[3], oppure mwgwvermouth in grafia mwhafrancesecite-ref-dop-3-1[3] e mwiqvèrmot in quella mwigpiemontesecite-ref-4[4], è un mwjwvino aromatizzato creato a fine XVIII secolo a mwkaTorino.cite-ref-5[5] È riconosciuto come mwlqprodotto agroalimentare tradizionale italiano ed è un ingrediente primario di numerosi mwlgcocktail. Dal mwlw2017 il mwmaVermut di Torino (o mwmqVermouth di Torino) è un'mwmgindicazione geografica registrata.cite-ref-6[6]

Ampiamente consumato in Italia, Francia, Spagna, Stati Uniti e Argentina, quest'ultima fortemente influenzata dalla forte immigrazione subalpina tra il XIX e il XX secolo.

Contents

Storia
Note

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Storia

Il vermut fu industrializzato (e non propriamente "inventato") nel mwow1786 da mwpaAntonio Benedetto Carpano a mwpqTorino, che scelse questo nome riadattando il termine mwpgWermut, col quale in mwpwtedesco viene chiamata l'mwqaartemisia maggiore.cite-ref-7[7]

Il Vermouth come lo conosciamo noi è opera di Carpano ma in realtà l’erborista piemontese si è rifatto ad una tradizione di lunghissima data. Si dice infatti che già Ippocrate amasse bere vino aromatizzato (l'mwrgippocrasso) con erbe, spezie e miele e che fosse diffuso un vino simile anche in Grecia e nell’antica Roma. In Germania inoltre intorno al 1600 si preparava un vino lasciato in infusione con erbe e assenzio, in tedesco chiamato appunto mwrwWermouth, anche se non era commercializzato ma solo consumato in situazioni non ufficiali. In tempi più recenti invece il primo italiano che tratta in un testo (mwsaOenologia toscana del 1773) di questo vino è Villifranchi, per cui si potrebbe pensare che la patria del Vermouth sia la Toscana. È a Torino che Antonio Benedetto Carpano industrializza ufficialmente questo vino liquoroso aromatizzato ed è tra il Piemonte e la Francia che si è diffuso maggiormente.

Precedenti storici

In seguito alla mwswguerra di successione spagnola, iniziata nel mwta1701, che vide contrapporsi la mwtqFrancia e l'mwtgInghilterra, quest'ultima si trovò a dover superare i problemi derivanti dall'impossibilità di ricevere le normali forniture di mwtwvino francese. Per tale motivo, nel mwua1703, tra l'Inghilterra e il mwuqPortogallo, fu stipulato il mwugtrattato di Methuen che prevedeva vari accordi di tipo politico, militare e commerciale, con particolare riguardo all'importazione in Inghilterra di pregiati vini liquorosi portoghesi, a fronte dell'esportazione in Portogallo di pregiati tessuti inglesi.

Molto diffuso dai mercanti inglesi che, di fatto, ne avevano assunto il mwvamonopolio commerciale, il vino liquoroso ebbe un grande successo in tutta mwvqEuropa, sia per il gradimento delle dame verso il gusto dolce, sia per l'intrinseco significato antifrancese che tale consumo comportava.

Questo nuovo scenario aprì le porte sia a prodotti già diffusi su scala locale, come il mwvwMarsala, prodotto della mwwaSicilia che aveva metodi di vinificazione e invecchiamento simili a quelli dei mwwqvini portoghesi, sia a nuovi esperimenti come il vermut.

Il vermut ebbe il merito di permettere l'utilizzo di vini giovani ad alta gradazione, surrogando le sapidità tipiche dell'invecchiamento attraverso l'aggiunta d'una particolare miscela di erbe aromatizzanti. La mistura registrò una grande diffusione, sia per la gradevolezza, sia per l'inferiore costo di produzione, e fu subito adottata in gran parte dell'Europa.

Descrizione

La sua gradazione e composizione è regolamentata dalla legge italiana che definisce vermut un prodotto di gradazione alcolica non inferiore al 16% e non superiore al 22% in volume e deve contenere mwxqartemisie, che costituiscono l'elemento caratterizzante. Deve essere composto da almeno il 75% di vino bianco o rosso dolcificato ed aromatizzato. Anche la percentuale di zucchero è regolamentata, ma varia, come la gradazione alcolica, a seconda del tipo di vermut.

Il vermut, bianco e rosso, deve esprimere una gradazione alcolica non inferiore ai 15,5% vol e un tenore zuccherino minimo del 14%; il vermut secco (dry), invece, deve avere una gradazione alcolica minima di 18% vol e il 7% massimo di zuccheri.cite-ref-8[8] Il vermut viene ottenuto da vini bianchi zuccherini dal sapore neutro e delicato (bianco secco), da mwywalcol a 95–96°, da zucchero (mwzasaccarosio) e da piante aromatiche, delle quali la più importante è l'mwzqassenzio maggiore (mwzgArtemisia absinthium mwzwL.) una mwaapianta della famiglia delle mwaqAsteraceae.

Composizione

Per la legge italiana il termine "vermut" è riservato ad un prodotto ottenuto da vino di produzione nazionale addizionato di sostanze aromatiche e amaricanti permesse.cite-ref-9[9]
La gradazione alcolica non deve essere inferiore al 15,5% in volume e il contenuto in zuccheri complessivi, espressi come mwcqzucchero invertito, non inferiore a 14 grammi per mwcg100 ml. Nei vermut indicati come mwcwsecchi o mwdadry il contenuto alcolico minimo è del 18% e gli zuccheri non possono eccedere i 12 grammi per mwdq100 ml.

Gli aromi derivano da:cite-ref-10[10]

• foglie o piante intere di artemisia o assenzio (aroma principale prescritto dalla legge n. 108 del 16 marzo mwfq1958, ad esclusione di alcuni tipi destinati all'esportazione), di mwfgcamedrio, di mwfwcardo santo, della mwgacentaurea minore, della mwgqcoca, dell'mwggissopo, della mwgwmaggiorana, della mwhamelissa, del mwhqdittamo, del mwhgtimo, della mwhwsalvia;
• i fiori di mwiqcamomilla, di mwigluppolo, di mwiwsambuco, di mwjazafferano, mwjqchiodi di garofano;
• i frutti di mwjwanice stellato, di mwkafinocchio, di mwkqcoriandolo, di mwkgcardamomo, di mwkwarancio (cortecce), mwlamacis, mwlqnoce moscata, mwlgfava tonka, mwlwvaniglia;
• le radici di mwmqangelica, di mwmgcalamo aromatico, di mwmwenula campana, di mwnagalanga, di mwnqgenziana, d'mwngimperatoria, di mwnwireos, di mwoazenzero, di mwoqzedoaria;
• le scorze di mwowcannella, di mwpachina, di mwpqmelograno;
• il legno di mwpwquassia;
• il succo di mwqqaloe.

Utilizzo

Il vermut si beve soprattutto come mwraaperitivo. Essendo un vino aromatizzato (non liquoroso) è l'unico tipo di vino utilizzabile nella creazione di mwrqcocktail, tra quali famosi sono il mwrgMartini, l'mwrwAmericano ed il mwsaManhattan o il mwsqNegroni, ma può anche essere usato per cucinare mwsgcarni. Ci sono vari stili di vermut, in generi distinti per colore (rosso, bianco e rosato) e per gusto (dolce, secco, extra secco e chinato). L'uso del caramello come dolcificante e colorante è riservato al vermut rosso.

Produttori di vermut

In Italia: mwtqMartini (Gruppo Bacardi), mwtgCinzano (Gruppo Campari), mwtwCarpano (mwuaFratelli Branca), mwuqGancia, tra gli altri.

In Spagna: Yzaguirre , Miró, Siderit, Igarmi, Turmeon, Lustau, Lacuesta, Bodegas Escudero, Cisa e San Bernabé, Zecchini o Zarro. I marchi di vermouth sono presenti in tutto il Paese, ma spiccano la produzione e il consumo catalani e quelli basati sui mwuwvini di Jerez, che vengono degustati in locali storici come la Taberna Ángel Sierra nel quartiere mwvaChueca di mwvqMadrid.

In Argentina: Lunfa, Giovannoni, La Fuerza (Cantina Zuccardi) e El Abuelo.

Riconoscimenti

La mwwqRegione Piemonte ha dapprima ottenuto dal mwwgMiPAAF l'inserimento del vermut nell'elenco mwwwPAT, per poi conseguire nel 2017 il riconoscimento mwxaIG.cite-ref-11[11]

Note

cite-note-11. mwzwmw0amw0qI prodotti agroalimentari tradizionali del Piemonte a quota 370 (mw0gmw0wPDF), su mw1aregione.piemonte.it. mw1qURL consultato il 21 luglio 2011 mw1g(archiviato dall'mw1wurl originale il 23 settembre 2011).
cite-note-22. mw2wmw3aVini e liquori, L'Esperto, 1971, p.mw3q 161.
cite-note-dop-33. mw4wmw5aBruno Migliorini, Carlo Tagliavini e Piero Fiorelli, mw5qIl DOP - Dizionario d'ortografia e di pronuncia, 2ªmw5g ed., Roma, ERI, 1981.
cite-note-44. mw6gmw6wmw7aVocabolario Piemontese-Italiano T-Z, su mw7qdigilander.libero.it.
cite-note-55. mw8qmw8gmw8wAltro che Piccolo mondo antico: il Vermouth è rinato. Eccone 12 che non potete perdere, su mw9arepubblica.it.
cite-note-66. mw-amw-qmw-gMINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 22 marzo 2017, su mw-wgazzettaufficiale.it.
cite-note-77. Erano infatti ben note ricette a base di vino e mw-wartemisia maggiore precedenti alla creazione di mwaqaAntonio Benedetto Carpano che però ebbe il merito di realizzare un metodo industriale per la realizzazione di questo prodotto, decretandone di conseguenza il successo commerciale dovuto alla sua sempre più larga distribuzione. mwaqeStoria del vermouth sul sito ufficiale del Comune di Torino mwaqiArchiviatomwaqm il 30 giugno 2009 in mwaqqInternet Archivemwaqu.
cite-note-88. mwaqomwaqsmwaqwStoria e descrizione del vermut, su mwaq0saperebere.com. mwaq4URL consultato il 22 maggio 2013.
cite-note-99. mwarimwarmmwarqLegge n. 224 del 25 gennaio 1934, su mwaruinfoleges.it.
cite-note-1010. mwarkVittorio Villavecchia, Gino Eigenmann, mwaroNuovo dizionario di merceologia e chimica applicata - Vol 7° Tabacco - Zucchero, Milano, Hoepli, 1974, mwarsISBNmwarw 88-203-0529-1.
cite-note-1111. mwasimwasmmwasqVermouth di Torino IGP: un po' più di Piemonte proprio non si poteva?, su mwasuslowfood.it. mwasyURL consultato il 30 giugno 2018.

Bibliografia

• A. STRUCCHI, mwasoIl vermouth di Torino, Casale Monferrato: Tip. C. Cassone, 1907
• Giusi Mainardi e Pierstefano Berta (a cura di), mwaswIl grande libro del vermouth di Torino: Storia e attualità di un classico prodotto piemontese, Canelli: Edizioni OICCE, 2018

Voci correlate

• mwatoGancia
• mwat4Punt e Mes
• mwauaBellardi

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su vermut

Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) vermouth, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwaukConsorzio del Vermouth di Torino, su vermouthditorino.org.
• mwausVermouth di Torino, su vermutditorino.it.
• mwau0Iconicità senza tramonto: il Vermouth, su slowfood.it.
• mwau8Salone del Vermouth, su salonedelvermouth.com.
• mwaveExtra Vermouth, su turismotorino.org.